La cyber intelligence in scena all’Università della Calabria. Durante l’ultima lezione del Master in Intelligence, introdotta dal Direttore Mario Caligiuri, si è tenuta la lezione di Roberto Baldoni, Direttore del Laboratorio Nazionale di Cybersecurity del Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica, che ha illustrato l’importanza delle politiche sulla sicurezza informatica. Baldoni ha iniziato spiegando come la sicurezza del cyberspazio nazionale è la precondizione della prosperità economica dell’Italia e rappresenta pertanto una priorità. “Oggi – ha spiegato – non c’è settore economico che non sia investito dalla rivoluzione digitale, per cui occorre migliorare la cultura dell’uso delle tecnologie. Il tema è di portata epocale tanto che, per esempio, nell’ultimo incontro avvenuto tra USA e Cina i temi principali posti all’ordine del giorno erano rappresentati dalla salvaguardia del clima e appunto dalla sicurezza informatica”. Baldoni ha poi sostenuto che “lo spionaggio industriale è ormai una piaga economica e proprio per questo occorre tutelare le aziende come patrimonio nazionale ma per fare questo c’è bisogno di collaborazione continua tra pubblico e privato, avvalendosi di contributi multidisciplinari”. Il professore si è poi soffermato sull’importanza della Direttiva europea NIS (Network and Information Security) che ha l’obiettivo di raggiungere un livello elevato di sicurezza dei sistemi, delle reti e delle informazioni comune a tutti i Paesi membri dell’UE. Entro metà 2018 si intendono migliorare le capacità di cyber security e aumentare il livello di cooperazione, prevedendo l’obbligo di gestione dei rischi. Baldoni ha poi evidenziato che il valore delle aziende sarà legato sempre di più alla sicurezza informatica e cibernetica. Pertanto, c’è bisogno di consistenti investimenti, ricordando l’esempio americano dove in 9 anni sono stati stanziati 15 miliardi di dollari solo per studiare come come attribuire un attacco informatico. In Italia si stanno definendo politiche e responsabilità, assegnando un ruolo centrale proprio ai Servizi di Intelligence. Baldoni ha ricordato come la ricerca possa dare un impulso importante al processo di trasformazione digitale del Paese e che “il Laboratorio Nazionale di Cybersecurity, avvalendosi di otto prestigiose Università Italiane, sta realizzando un progetto di sistema per la protezione delle filiere nazionali che vede coinvolti Leonardo SpA e CISCO”. Infine, il professore ha illustrato il Framework nazionale sulla minaccia cibernetica che prevede 98 indicatori per fornire una base comune operativa ai diversi settori pubblici e privati. Ha concluso la lezione Mario Caligiuri che ha posto in evidenza che la rete sarà sempre di più il prevalente campo di battaglia dei futuri conflitti che saranno non solo più militari, ma sopratutto economici e culturali e verranno combattuti attraverso l’informazione e le azioni cibernetiche. Infine ha evidenziato che l’educazione alla sicurezza informatica andrebbe oggi inserita come materia scolastica.

Scritto da Redazione

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