“Sicurezza e Intelligence per l’economia marittima nazionale”. Questo il tema della lezione tenuta da Francesco Chiappetta, ufficiale di Stato maggiore della Marina militare fino al 2016, in occasione dei laboratori sulla cyber intelligence del Master in Intelligence dell’Università della Calabria, diretto da Mario Caligiuri.

“Il crimine informatico – ha spiegato Chiappetta – pesa sull’economia mondiale per circa 500 miliardi di euro, a un passo dal volume di affari legato al narcotraffico. Un crimine di cui non è certo immune il comparto marittimo.

In uno scenario geoeconomico nel quale è quanto mai evidente la rilevanza dei traffici marittimi a livello mondiale e, in particolare, per la stessa economia nazionale, è necessario oltre che urgente una cultura dell’informazione nel settore della sicurezza marittima onformatica.

Chiappetta ha poi sostenuto che “in un quadro di costante sviluppo dello trasporto mondiale connesso alle enormi potenzialità del comparto marittimo nazionale, è necessaria una piena consapevolezza degli scenari verso i quali stiamo procedendo”.

L’ufficiale ha poi spiegato che “La minaccia cyber per il dominio marittimo, così come il mondo della cyber intelligence nel suo complesso, diventerà sempre più centrale poiché collega due ambiti: da un lato l’intelligenza, elemento tipicamente umano e, dall’altro, le info-tecnologie fino ad arrivare alla nuova frontiera dell’intelligenza artificiale, espressione del mondo cibernetico che ormai tende a sovraintendere ogni attività umana. Maggiormente crescerà l’impatto e l’adozione delle nuove tecnologie maggiormente vi sarà bisogno del fattore umano ovvero di un approccio culturale in grado di analizzare, interpretare, selezionare, mediare e contestualizzare le informazioni e quindi fornirle ai decisori pubblici per i propri comportamenti e le proprie strategie”.

Chiappetta ha concluso sostenendo che “sul piano nazionale, dobbiamo essere pienamente consapevoli di tale scenario. L’Italia, con la propria industria marittima certamente di punta nella competizione internazionale, è un Paese fortemente a rischio proprio perché basato su di una economia di trasformazione dipendente dai commerci esteri e in particolare da quelli via mare. Ogni giorno grandi aziende subiscono migliaia di attacchi informatici, spesso non denunciati, specie di sera e nel fine settimana, quando le difese sono più basse. Chi vìola la sicurezza informatica lo fa per rubare informazioni ai fini commerciali, collegate a organizzazioni criminali anche a livello internazionale dedite ai traffici illegali di ogni genere ma non possiamo certo escludere atti di sabotaggio diretti alla sicurezza dello Stato da parte di forme transnazionali se non di entità nazionali”

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Scritto da Giuseppe Torchia