Lugano (30.11.2018) – Il Direttore del Laboratorio sull’Intelligence dell’Università Calabria Mario Caligiuri e il Coordinatore dell’Osservatorio sul Fondamentalismo e sul terrorismo di matrice jihadista” (O.F.T.) nato all’interno dello stesso Laboratorio Sergio Piazza sono intervenuti al convegno “Radicalizzazione, deradicalizzazione, contrasto e prevenzione della radicalizzazione”promosso dal Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università della Calabria, su iniziativa dei professori Nicola Fiorita e Alberto Ventura. Tra i partecipanti al convegno anche il Rappresentante del Consiglio Superiore della Magistratura Fulvio Gigliotti, il Procuratore Aggiunto della Direzione Distrettuale Antimafia Sandro Dolce e il Direttore del Master Prevenzione della radicalizzazione del terrorismo e politiche per l’integrazione intereligiosa e interculturale dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”Sabrina Martucci. Caligiuri ha apprezzato l’iniziativa di alto livello scientifico e civile promossa dai professori Fiorita e Ventura e ha evidenziato le iniziative sul settore che  state svolte e si stanno svolgendo sul tema della radicalizzazione all’interno del Master in Intelligence dell’ateneo calabrese che vede tra i suoi docenti proprio Alberto Ventura, Direttore del Laboratorio Calabrese sul Mediterraneo Islamico dell’ateneo Calabrese; Lorenzo Vidino, Direttore del programma sulla Deradicalizzazione della George Washington University; Stefano Dambruoso, magistrato e promotore della legislazione sul contrasto al fondamentalismo islamico; Vincenzo Cotroneo, Esperto di diritto islamico. Inoltre Caligiuri ha ricordato che già una diecina di anni fa uno dei lavori di tesi del Master ha riguardato la possibilità dell’impatto di un eventuale partito islamico nel sistema politico italiano. Stefano Piazza ha ricordato le ragioni dell’istituzione dell’Osservatorio sul Fondamentalismo e sul terrorismo di matrice jihadista” (O.F.T.) all’interno del Laboratorio sull’Intelligence dell’ateneo calabrese, che è stato costituito per studiare scientificamente il fenomeno del fondamentalismo islamico in modo da evidenziarne le dinamiche e gli eventuali sviluppi nei principali Paesi europei, al fine di tutelare la sicurezza dei cittadini europei. Piazza nel suo intervento ha affermato che “nell’ampia trattazione ascoltata sono emersi vari aspetti del fenomeno che arriva fin dentro le carceri. È un problema enorme che tocca tutta l’Europa. Pensiamo solo alle carceri italiane dove soffia forte il vento della jihad, poiché l il numero dei soggetti radicalizzati è cresciuto del 40% nell’ultimo anno. Coloro che sono ritenuti pericolosi sono passati da 365 a 510 e molti di loro nel giro di pochi anni, usciranno dal carcere”. Piazza ha poi ribadito che “Personalmente, ritengo che oggi più che mai l’Europa è sottoposta a molte tensioni politiche e ai ripiegamenti identitari. Tutto questo potrebbe esporla ai pericoli che la religione islamica ha sviluppato nella sua lunga storia, dove si registrano anche le riletture estreme del Corano come il salafismo violento, oppure l’islam politico rappresentato dalla Fratellanza Musulmana che cresce in maniera esponenziale”. Piazza ha quindi concluso dicendo che “il nostro lavoro in una prima fase cercherà di mappare i principale gruppi che si occupano di far proselitismo all’islam radicale e gli esiti di questa ricerca verranno presentati nei primi mesi del prossimo anno in una manifestazione presso la Camera dei Deputati”.

 

Scritto da Stefano

Analista di political intelligence